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Prima hanno accusato di violenza sessuale il compagno della loro madre poi ritrattano e lo fanno assolvere

CronacaPrima hanno accusato di violenza sessuale il compagno della loro madre poi ritrattano e lo fanno assolvere

Siracusa. Un uomo di 56 anni, domiciliato a Catania, è stato assolto dal reato di violenza sessuale ai danni di due sorelle e di una loro amica, all’epoca minorenni, che inizialmente lo avevano accusato e successivamente hanno ritrattato dichiarando dinanzi ai giudici del Tribunale penale (presidente, Carla Frau; a latere, Giuliana Catalano e Liborio Mazziotta) di aver mentito. Le asserite violenze sessuali sarebbero avvenute nell’abitazione di Pachino dove l’uomo cinque anni fa risiedeva con la mamma delle due sorelle. E sempre in quella casa il 56enne avrebbe abusato anche di un’amica delle due figlie della sua compagna. Sulla base delle gravissime accuse delle tre ragazze gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Pachino hanno arrestato e rinchiuso in carcere il presunto stupratore, nonostante egli si fosse dichiarato assolutamente innocente. Le tre presunte vittime delle violenze sessuali hanno avuto la faccia tosta di confermare con dovizia di particolari le accuse contro l’arrestato nel corso dell’incidente probatorio svoltosi innanzi al Gip del Tribunale di Siracusa su richiesta dell’avvocato Paolo Signorello, difensore dell’indagato. Addirittura il padre delle due sorelle, che aveva smesso di frequentarle quando la loro madre ha iniziato la convivenza con il 56enne, si voleva costituire parte civile per ottenere un congruo risarcimento dei danni. Questo padre, che non si era mai interessato delle sue figlie che dopo le pesantissime accuse rivolte contro il compagno della loro madre erano state collocate in una casa famiglia distante dalla città di Pachino, pretendeva di essere risarcito adducendo di avere subito danni morali. Le due sue figlie non ci sono rimaste per molto tempo nella casa famiglia in cui la Polizia le aveva collocate e. fuggendo nottetempo, hanno fatto rientro a Pachino.
Comunque sia una volta concluse le indagini l’uomo è stato rinviato a giudizio e il suo difensore avvocato Paolo Signorello è riuscito a fargli sostituire la misura cautelare della custodia in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari. Nel frattempo, però, le due sorelle e la loro amica, spontaneamente, hanno deciso di adoperarsi per far riacquistare l’onore e la dignità, e anche la libertà, all’uomo che ingiustamente avevano accusato, pur sapendolo innocente. Hanno scritto una lettera in cui hanno confessato di avere mentito spudoratamente e per avere una prima risposta sulla loro ritrattazione hanno anche telefonato all’avvocato Paolo Signorello al quale hanno confermato di avere dichiarato il falso. La ritrattazione le tre ragazze l’hanno poi fatta nell’aula del Tribunale e il Pubblico Ministero Marco Dragonetti non ha gradito tanto è vero che le ha incriminate per falsa testimonianza. Lo stesso Pubblico Ministero, riconoscendo che per delle false accuse un uomo era stato incarcerato ingiustamente e privato della sua libertà, ha chiesto la sua assoluzione. Analoga richiesta ha avanzato l’avvocato Paolo Signorello e il Tribunale ha condiviso e sancito la non colpevolezza del 56enne dalle infamanti accuse.