Augusta, per il Teatro nel cuore diretto da Mauro Italia l’atto unico “Non smettere mai”

Augusta. Sul palcoscenico di Città della notte avanza sornione un omone che, con passo felpato, si muove nel salotto domestico. Si versa da bere. Farfuglia. A un certo punto si dirige verso un angolo del proscenio e si rivolge a un paralume, con tanto di occhi e bocca, posto in alto su un manichino abbigliato a mo’ di ometto. E’ un espediente registico che, da un punto di vista scenografico, dà l’illusione che il personaggio sulla scena non sia solo, che stia parlando con qualcuno, sebbene, chiaramente, non c’è dialogo. L’uomo lamenta d’essere stato abbandonato, per l’ennesima volta, seppure provvisoriamente, dalla moglie che ama. Il lamento è monocorde, ma non piagnucoloso. Anzi, il personaggio, dal chiaro accento palermitano, suscita simpatia e empatia, rivelando la fragilità di uomo solo, con bisogni che non riesce a soddisfare, tanto da essere costretto a contattare una escort. Quando la escort fa il suo ingresso in scena, bellissima, fasciata di rosso, su tacchi alti che sembrano trampoli, lui mostra d’essere un timido impacciato , ma anche l’escort, dopo un inizio da professionista consumata, quasi travolgente, dimostra d’essere un’imbranata, provocando ilarità più che commiserazione. L’ilarità, con qualche sprazzo di comicità, aleggia per tutto il tempo (un atto unico in tre quadri) durante il quale parlano sempre e interagiscono due soli personaggi: lui, interpretato da Orazio Bottiglieri, autore e regista della pièce, e lei, una splendida, statuaria, Ilenia Paracino, con un sorriso alla Julia Roberts. Fra una battuta e l’altra, pian piano scopriamo che lei, pur esigendo una tariffa oraria piuttosto alta, non ha mai fatto la escort. Solo alla fine, con il cosiddetto classico colpo di scena, apprendiamo che i due hanno giocato un ruolo di seduzione, l’ennesimo, per ravvivare il loro rapporto. Sono, infatti, marito e moglie. Tuttavia, lei s’è stancata di questi giochi di ruolo e lascia la casa, non prima, però, d’aver esortato il marito a “non smettere mai di cercarmi”. E il marito, infatti, la cerca con messaggi romantici, anzi con messaggini attraverso il cellulare. Finale scontato. L’amore romantico trionfa. Happy end con abbraccio finale, preceduto dal fervorino di lei che si rivolge al paralume-ometto affermando che lei ama il marito.
La pièce è stata amabilmente gradita dal numeroso pubblico di abbonati alla stagione di “Teatro nel cuore”, con la direzione artistica di Mauro Italia, che si concluderà il prossimo 7 aprile con la rappresentazione di ‘U scialli”, libero adattamento della commedia “’U sapiti com’è”di F. Sabato Agnetta, a cura dello stesso Mauro Italia che ne cura la regia, essendo i protagonisti Pippo Zanti e Carla Baffo, attorniati dai componenti dell’associazione “Teatro stabile di Augusta”.
Giorgio Càsole

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